Se sei possessore di una delle 500 cartoline emesse nel luglio 2025 e sei arrivato fin qui significa che gli esseri umani non si sono ancore estinti, che la Fondazione Solidarietà e Cultura prosegue la sua attività di cura e sostegno e, infine, che sei una persona curiosa.

Dunque.

Abbiamo deciso di produrre questa serie di cartoline dall’usato titolo per festeggiare i venti anni di attività di questo ente in quanto il medesimo fu promotore del progetto “Il Campanone – rivista di Storia e Società”, perché presso la Typografia di Montalto abbiamo trovato sensibilità e curiosità per il nostro territorio – tanto da aver raccolto queste splendide immagini inedite rintracciate presso la collezione privata della Famiglia Guglielmi Giacinto, che ringraziamo – nonché le maestranze necessarie per realizzarla, perché i nostri adorati poet…astri ci hanno messo i pensieri e le parole per indirizzare i pensieri e, infine, per farvi sorridere con i nostrani modi di dire.

Dunque ringraziamo: Alveno Grani, Stefano Curzi, Massimo Scotti e Paolo Emilio Urbanetti e anche la famiglia di Luigi Campitelli che ci ha aperto il prezioso scrigno della memoria.

Di seguito trovate elencati i componimenti per esteso e le spiegazioni – possibili – dei modi di dire

1. Montalto com’era – Rocca (1930)

Montalto bello, sopra un colle siede,
che dall’alto si vede la marina.
Il suo viale, con il marciapiede,
la torre all’orologio l’è vicina.

Le antiche fonti, in essi son l’erede,
con l’acqua zampillante e cristallina.
l’etrusco verde là, nella pianura:
Montalto caccia, pesca e agricoltura.

Luigi Campitelli

Magnà più de Chiusetta del poro gobbo

Chiusetta era la “sumara” del poro Gobbo. Una notte che era legata al fienile, qualcuno fece man bassa di tutto il fieno. Al mattino il poro Gobbo non vedendo più il fiene se ne usci dicendo: arrabbiela quanto magna la mi chiusetta!

2. Montalto com’era – Fontana del Mascherone (primi ‘900)

Fontane, fonte d’unione
per gli assetati nella calura estiva
e lì di rimpetto il Mascherone
dove da secoli l’acqua sorge viva.

Stefano Curzi

Ao… nun me sta’ a fa’ irreorre!

Non cercare tante scuse, non prenderla per le lunghe! Irre orre è un po’ come arrampicarsi sugli specchi in minuziosi sofismi.

3. Montalto com’era – Piazza F. Guglielmi (primi ‘900)

PERDERSI A VULCI
Io non mi chiedo mai “chissà cos’era”
quella colonna antica, quel frammento…
in fondo cerco solo un’atmosfera,
o forse l’illusione di un momento.

In questo antico posto di frontiera
quanto mi piace, quando s’alza il vento,
fuggire la realtà, la vita vera
il mondo, il tempo, tutto e non mi pento

se camminando lungo il decumano
mi perdo in quel bel vento mentre spingo
lo sguardo al mar che luccica lontano.

Così, tra queste pietre polverose
la mente vola e di afferrare fingo
quel senso che non trovo nelle cose.

Paolo Emilio Urbanetti

Metette el plonchise che te sporche tutto

Il plonchise è un capo di vestiario, un camice, un indumento pesante indossato come soprabito per non sporcarsi. Esempio: hae dato l’acqua ramata senza mettite el plonchise!

4. Montalto com’era – Scorcio dalla via Aurelia (primi ‘900)

Non v’è città imponente o di risalto,
pe quanto bella mi possa apparire,
anche se è assurdo quel che sto per dire,
sia agli occhi miei migliore di Montalto.

Somiglia ad uno splendido acquerello,
le valli della Fiora col maggese,
le collinette e le pianure estese,
le mura grandi, ma nessun cancello.

E se fra i paesani o i forestieri
sento qualcuno che ne parla male,
per me son fastidiosi dispiaceri.

Cosciente di non essere imparziale,
li considero tutti menzogneri
e taccio, per non diventar triviale.

Alveno Grani

Vebbè che va bbè ma mica davero davero

Questo è un modo un po’ ironico per dire: mi sta bene tutte le smargiasserie che stai proferendo ma non esagerare troppo, altrimenti…

5. Montalto com’era – Fontana delle Tre Cannelle (primi ‘900)

… e i sorrisi scenderanno
di nuovo da sopra torre
del vecchio castello
sino al giaciglio del fiume Fiora.

Massimo Scotti

Nun see bono né a tené né a scorticà.

È un modo per dire: non sei buono a nulla. Scorticà sta per spellare, quindi se c’è da spellare un coniglio non posso contare su di te per questa attività, ma come se non bastasse tu non sei capace neppure di tenere per cui levati di mezzo!

6. Montalto com’era – Fiume Fiora e Torre (primi ‘ 900)

La Fiora dorata score radiosa
te immergi in un mondo ancora servaggio
er mare l’accoje coll’onda schiumosa
maestosa t’appare che sembra ‘n miraggio

Stefano Curzi

See come la Caparretta, come parle fae 5 lire de danno.

La Caparrretta e Caparretta il marito, stavano andando a Roma in treno con la figlia che aveva da poco compiuto dodici anni, l’età per la quale non aveva più diritto alla riduzione del biglietto. Alla richiesta del controllore, Caparretta disse che la bimba aveva undici anni, la Caparretta lo riprese: ma che undici, l’ha compiute dodici il mese scorso! Al che il controllore ha applicato il sovrapprezzo di cinque lire. Da lì – spiega Alveno Grani – il detto che usava anche mio padre.

7. Montalto com’era – Rocca (primi ‘900)

Quante volte
ho percorso le tue vie
intrise di passato,
e mi destavo lì al Belvedere

Massimo Scotti

Me pari il poro Segatori

Il poro Segatori era il fotografo di Montalto, andava sempre in giro con la macchina fotografica a portata di mano. Così ognuno che girava con la macchina fotografica si sentiva dire: me pare el poro Segatori

8. Montalto com’era – Rocca (primi ‘900)

Quanno passeggio ner vecchio Montalto
lì intorno ar castello io seguo la via
sui serci cammino co’ l’animo assorto
me par de ritrovamme a casa mia

Stefano Curzi

Ha fatto tutto ’no sgruppo come la pora Idarella

Idarella era la figlia di Teta. Essendo molto piccola di statura, soffriva un po’ vedendo la sue coetanee più grandi di lei. Così se ne usciva dicendo: io sgruppo tutta ‘na patacca! Fo tutto ‘no sgruppo è un po’ edulcorato.

9. Montalto com’era – panorama dalla valle del Fiora (1920)

Dall’alto della valle sfiori il cielo
mentre si snoda,
lungo le sponde de la Fiora
l’eco de la campana.

Massimo Scotti

S’è calmato Alceo!

Sembra che Alceo, in dialetto Arceo, sia stato un tipo piuttosto irritabile, con il quale alla fine si veniva sempre a patti. Dunque se si è calmato un proverbiale irascibile… alla fine di questo gran sfogo lo farà anche la persona a cui ci si riferisce.

10. Montalto com’era – Via Aurelia (primi ‘900)

er posto de ritrovo era l’archetto
dove noi dicevamo ‘n sacco de cazzate
e co’ passione e pure pe’ diletto
sereni trascorevamo le serate

Stefano Curzi

Ce semo Ardelio!

Un certo Cavallaro, parente dei Cavallaro di Pescia Romana, aveva un occhio solo e un giorno era in barca con l’amico fidato Ardelio che era cieco. Al momento del rientro presso il porto canale del Fiora Cavallaro viene accecato da un insetto o, secondo un altra versione, da un ramoscello. Non vedendo più niente se ne uscì con la frase: ci siamo Ardelio! Al che Ardelio, credendo di essere arrivato in acque basse in cui era solito prendere la cima per sistemare la barca, si buttò in mare anzi tempo. Il detto è ancora molto usato e sta a significare momento tragicomico in cui si compiono una serie di azioni ritenute conclusive ma che avviano una nuova serie di peripezie.

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